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Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
al Senatore Berselli, resp. iniziativa DDL 339
al Senatore Filippi, resp. iniziativa DDL 94
al Senatore Camber, resp. iniziativa DDL 946
al Senatore Zanetta, resp. iniziativa DDL 1220 e cofirmatari
ANALISI DEI PUNTI ESSENZIALI DEGLI ATTUALI DDL E PUNTO DI VISTA DELLA DIRIGENZA RIVS E DEGLI ASSOCIATI Ultimo aggiornamento 20 ottobre 2010
- RICONOSCIMENTO DIRETTO DEL RIVS ED EVENTUALMENTE DI ALTRI REGISTRI ANALOGHI, NEL CASO VENGANO RICONOSCIUTI DIRETTAMENTE I FAMOSI CINQUE REGISTRI ATTUALI.
Nei DDL presentati si prevede che siano riconosciuti di diritto gli attuali enti monopolisti, ASI in testa, proponiamo di far riconoscere di diritto anche altri enti, quali il RIVS, che abbiano una presenza territoriale importante (100 club e circa 43.000 soci). Nel caso gli stessi registri già autorizzati dovessero non possedere più i requisiti attualmente proposti, si vedrebbero comunque “autorizzati e riconosciuti a vita” e non mi sembra una cosa democratica…voi che ne dite?
- PRESENZA TERRITORIALE E ANZIANITA’.Siamo sostanzialmente d’accordo sulla richiesta di presenza in 10 regioni con almeno 60 club o scuderie ed almeno 3 anni di attività certificata, per ottenere il riconoscimento dal Ministero delle Infrastrutture (a meno che non vi sia il preventivo riconoscimento diretto). Lo stesso però dovrebbe valere anche per ASI, FMI, ed i registri Fiat, Lancia ed Alfa Romeo, così da non creare disuguaglianze sia in fase di riconoscimento diretto, sia in una successiva fase di controllo annuale. Questa non sembra prevista, ma direi che si potrebbe creare un Registro Nazionale sul tipo di quello creato dal CONI (vedi punto successivo).
- CREAZIONE REGISTRO NAZIONALE (SIMILE A QUELLO DEL CONI).
Creando un Registro Nazionale si avrebbe la certezza matematica dell’effettiva consistenza territoriale di ogni singolo registro o ente interessato, senza possibilità di errore e garantendo così la trasparenza, cosa assai rara nel nostro paese.- NO AL RICONOSCIMENTO FIVA E FIA OBBLIGATORIO.
In tutti i DDL è previsto il riconoscimento preventivo della FIVA e della FIA. Non crediamo che degli Enti Internazionali e Privati possano sostituirsi nel ruolo censore al Ministero Italiano competente, soprattutto se all’interno dei direttivi di tali Enti vi sono dirigenti che fanno parte di ASI che si guarderebbero bene dall’agevolare tali riconoscimenti preventivi.
- ABBASSAMENTO SOGLIA ANZIANITÀ VEICOLI PROPOSTA.
Nei DDL presentati, le proposte vanno dai 25 ai 30 anni, creando così un gravissimo danno per gli appassionati e per il parco circolante, che verrebbe ulteriormente assottigliato, dopo le molteplici campagne di rottamazione. Questo è inaccettabile e proponiamo che il limite rimanga omogeneo a 20 anni e che, previa certificazione di un registro autorizzato, si valutino anche veicoli con anzianità inferiore ai 20 anni che siano fuori produzione (istant classic), di particolare pregio e/o che contino su di un numero circolante esiguo che renda probabile “l’estinzione”. Tutti gli economisti sanno che produrre un numero importante di veicoli privati che sostituiscano quelli attualmente circolanti, a fronte di un esiguo e millantato “risparmio energetico”, creerebbe una sovrapproduzione, uno spreco di materie prime ed un inquinamento ben superiore a quello “risparmiato” dovuto alla catena di produzione dei nuovi veicoli (quintali di petrolio, ferro, gomma, senza contare la demolizione del vecchio veicolo che produrrà ulteriore inquinamento). Se i politici vogliono effettivamente ridurre l’inquinamento, sarebbe opportuno che incrementassero il trasporto pubblico che in Italia è a livelli da quarto mondo.
- EMANAZIONE DI UNA LEGGE NAZIONALE PER LA CIRCOLAZIONE
Richiediamo che la possibilità di circolazione dei veicoli storici sia regolata da una legge unica e nazionale e non venga delegata, come attualmente accade, alle singole decisioni delle oltre 8000 autorità comunali italiane. I blocchi del traffico hanno ampiamente dimostrato la loro inefficacia, dovuta appunto alla carenza di infrastrutture e di trasporto pubblico e non certo alla circolazione di veicoli “vecchi” che vanno, per la maggior parte, a benzina ed inquinano 4 volte meno degli attuali diesel.
- REGIONI OVE E’ IN VIGORE IL BLOCCO TOTALE DEI VEICOLI STORICI
Lombardia: AUTOVEICOLI - dal 15 ottobre 2010 al 15 aprile 2011, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30 se non iscritti negli appositi registri (non si fa riferimento a quali, ma il legislatore intendeva i “soliti 5” e cioè quelli contenuti nell’Art. 60 comma 4 del CdS. Purtroppo in molti comuni italiani vigono blocchi totali o parziali dei veicoli d’epoca senza tener conto dell’effettivo inquinamento di tali veicoli corrispondente ad una frazione infinitesimale rispetto a tutte le altre vere fonti inquinanti.
- BOLLO RIDOTTO E AGEVOLAZIONI FISCALI.
Attualmente, in modo del tutto arbitrario, viene richiesto quasi esclusivamente il certificato ASI per ottenere le facilitazioni di legge riservate ai veicoli storici (bollo, trasferimento di proprietà, reimmatricolazione, assicurazione, ecc), creando di fatto un danno per molti appassionati, che si ritrovano a dover sborsare cifre inadeguate per poter coltivare la loro passione. Di per se la tassa di proprietà prevede disuguaglianze, dal momento che non si paga in base al valore del veicolo posseduto, come sarebbe logico, ma in base alla potenza dello stesso. Ciò significa che un vecchio Thema Ferrari del valore di 10.000 euro potrebbe pagare di più di una Ferrari California da 180.000 euro; vi sembra giusto? Non vi sembra il caso di rimodulare anche tale tassa?
- RECENTI SENTENZE
Come non citare le recenti sentenze della Regione Umbria e dell’Antitrust, accolte su istanza dell’amico Di Bello e della Federconsumatori, che hanno ottenuto rispettivamente:
dalla Regione Umbria il riconoscimento di una semplice autocertificazione per ottenere i benefici di legge; dall’Antitrust una sentenza che recita “…il consolidato orientamento degli Organi Tributari competenti in materia appare uniforme nell’evidenziare che per usufruire del regime fiscale agevolato non è obbligatoria l’iscrizione al registro predisposto dall’ASI, tenuto conto che la normativa di cui all’art. 63 legge 342/2000 non delinea alcuna procedura di tipo autorizzativo o certificativo da parte di tale associazione di natura privata”.
(Procedura prot. 0021154 del 13/03/2009) estratto dall’articolo di Gennaro Forgione apparso su Ruoteclassiche di Maggio 2009.
- REGIONI IN CUI SI OTTENGO I BENEFICI FISCALI ANCHE SENZA ASI
Umbria, Lombardia, Piemonte, Campania e Sicilia. CONCLUSIONI.
Molto altro ci sarebbe da dire, ma ci fermiamo qui (per il momento) e speriamo che riusciate a trasmettere il messaggio al maggior numero di appassionati possibile, così da non rendere vani i nostri sforzi. Per far passare la nostra tesi, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti ed ognuno dovrebbe mettere a disposizione le proprie conoscenze tecniche e sociali al fine di ottenere il risultato sperato. Per questo motivo abbiamo deciso di condividere on line i punti sopra elencati, affinché chiunque la pensi come noi possa sottoscrivere e sostenere la nostra battaglia.
In questo modo potremo contare su di un numero considerevole di firme e giungere al risultato tanto agognato da milioni di italiani, stanchi di tutti i monopoli ed in particolare di quello ASI. Rimaniamo in attesa di altre proposte e spunti dagli appassionati di veicoli storici interessati veramente al destino dei loro gioielli…quindi uniti all’unisono gridiamo SCATENIAMOLENONNETTE!!






